Dentro la catastrofe: gli spazi post-apocalittici nel videogioco

articolo su lo specchio scuro.

si analizzano gli spazi post-apocalittici videoludici da un punto di vista esperienziale, narrativo e iconografico, al fine di rilevare il modo in cui l’esperienza interattiva rifletta esplicitamente sulla contemporaneità iconologica, trasformandola in una molteplicità di prassi e di accadimenti che ne ri-enunciano caratteri fondamentali. al centro della trattazione la definizione di una spazialità “post-apocalittica” che sia svincolata dal genere di riferimento, che per questo indichi ambientazioni di varia natura che rispondono, per motivi specifici, a una medesima esigenza comunicativa.

scaletta dell’articolo:

  • introduzione: qualche cenno sulla questione dello spazio nelle immagini contemporanee.
  • lo spazio in rovina, dove vagano i fantasmi.
  • lo spazio sfinito, dove nulla accade (perché ogni cosa è già accaduta).
  • lo spazio totale, dove tutto sta per accadere di nuovo.
  • immagini del mondo, immagini-mondo, mondi di immagini.

tra i titoli menzionati/analizzati:

  • dark souls (serie)
  • bloodborne
  • bioshock (serie)
  • the unfinished swan
  • what remains of edith finch
  • the vanishing of ethan carter
  • everybody’s gone to the rapture
  • the town of light
  • final fantasy (serie)
  • silent hill
  • crash bandicoot 3: warped

tra i film citati:

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