Wild Animals di Kim Ki-Duk

indubbiamente acerbo il ki-duk di questo wild animals, ad una delle sue prime prove in trasferta a parigi per un racconto corale tra malavita, amori sofferti e amicizia. acerbità che emerge da una struttura narrativa ancora più grezza di quelle che successivamente costituiranno la cifra stilistica del regista, in cui sovrabbondano scene essenziali e dialoghi semplici e concisi ed in cui il simbolismo fatica ad emergere, mentre proliferano una serie di colpi bassi quantomeno stranianti.

il film a volte sembra essere un esperimento postmoderno à la sono, dispiace soltanto che questa apparenza sia del tutto involontaria e tradisca degli altrettanto involontari strafalcioni piuttosto che estremizzazioni ciniche o distorcenti. questo wild animals ha pochissimo a che vedere con un certo postmoderno, sembra piuttosto intenzionato a proporre una serie di espedienti in modo tutt’altro che brillante per raccontare una storia a suo modo metaforica ed emozionante (quella del rapporto tra i due protagonisti, prima di conflitto, poi di sfruttamento, infine di amicizia).

e così si susseguono senza sosta scazzottate ridicole, scene concitate con musiche patetiche e inconsapevolmente parodistiche, ritratti caratteriali abbozzati. la narrazione procede per una serie di situazioni quasi episodiche, oscillando tra il platealmente drammatico (la donna maltrattata dal marito) ed il platealmente sopratono (tutta la troneggiante impalcatura da crime-story).

sorprende come in fin dei conti, nonostante uno stile così tutto sommato più che scadente, si ottenga un risultato che quasi riesce a convincere (pur nella sua acerbità a tratti insostenibile) più di alcuni episodi ben più compiuti. il racconto, pur passando per non volute distorsioni comunicative (sembra di assistere ad episodi di roba televisiva anni ’90) riesce effettivamente a creare una propria nicchia emotiva, senza dubbio non strizzando l’occhio ai lavori più maturi dell’autore né ad un pubblico cedevolmente scettico (per procedere nella visione dopo certe trovate si deve davvero fare uno sforzo critico).

tutto sommato, di questa così mal riposta forza emotiva questo acerbo episodio si fa in qualche modo baluardo nella carriera tutta di ki-duk.

[★☆☆☆☆]

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