Third Person di Paul Haggis

al di là di ogni possibile rivalutazione non sorprende che un primo impatto di questo film possa avere un esito più che negativo: in una scena l’editore di neeson gli dice che la roba che sta scrivendo è imbarazzante. a conti fatti, questa valutazione (che nel finale sembra davvero ritorcersi contro il neeson/personalizzazione di haggis -sceneggiatore, autore, regista-) riecheggia durante la maggior parte delle scene. è imbarazzante il tentativo di babele culturale (che si riscontra più che altro nella storia di brody in italia) sono imbarazzanti i continui crescendo musicali (il film sembra comporsi di inutili insistenti spannung emotivi) è imbarazzante il carrozzone di attori di serie a (ne sbucano letteralmente da tutti i lati in modo quasi comico) ed è imbarazzante la fretta con la quale l’ultimissima parte del film (a conti fatti concettualmente più importante di tutte le altre) viene liquidata in qualche minuto (durante, guarda un po’, l’ennesimo crescendo).

il tentativo di haggis, al di là di queste imprecisioni che infarciscono la narrazione di stridori di vario tipo tra un buonismo e l’altro e tra uno sbadiglio e l’altro, è quello di far emergere da un racconto episodico classico una lettura intimista e centralizzata. il protagonista alla fine si rivela essere uno soltanto, il tessuto filmico una composizione di sue narrazioni.

non si può non pensare a kaufman quando ci si trova davanti ad una specie di esperimento che mescoli più livelli di meta- puntando alla costruzione di un cosmo emotivo centralizzato. non si può non pensare a quanto questo prodotto da kaufman sia distante: impacciato, goffo, banale fino all’ultimo e banalizzante anche il suo (tristemente più confuso del previsto) finale.

devastante, dispersiva e ridicola la storia di brody. carina, più breve, meno noiosa ma buonista e approssimativa quella di franco. migliore di tutti, anche se più indecisa di ogni altra, quella di neeson.

un collage che senza ombra di dubbio poteva essere più riuscito, meno stupido, più accurato, più credibile, meno noioso. sorprende comunque che contro un prodotto del genere si sia accanita la maggior parte della critica mondiale, stessa critica che da un altro lato a caso osanna roba come boyhood.

[★☆☆☆☆]

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