In the Mood for Love di Wong Kar-Wai

la regia è decisamente più ordinaria delle precedenti: lineare, diretta, romantica ed elegante, accademica.

parla di due tizi che sono sposati con due persone e vivono nello stesso edificio. i due consorti li tradiscono l’uno col consorte dell’altra, i due restano soli e si avvicinano.

ancora una volta non c’è una vera e propria storia d’amore tra i protagonisti. il loro è un incontro talmente malinconico da limitarsi sia nel tempo sia nello spazio e da svanire infine nel nulla, lasciando soltanto una traccia indelebile di sé (che è, fondamentalmente, la sua essenza vera e propria).

i due conoscono l’amore ma non possono esperirlo come hanno fatto i loro compagni tra di loro. è il fantasma di un dolore neanche troppo indagato che li trattiene dal trasformare la loro solitudine in un conseguimento effettivo di una qualche svolta relazionale. sembra che i protagonisti siano talmente soli e di una solitudine così grande e chiusa che alla fine non riescono a rimanere insieme semplicemente perché farlo significherebbe uscire da suddetta condizione.

e wong ancora una volta sembra indicarci che che il lieto fine ci sia o no, poco importa. i suoi personaggi sono spettri disperati alla discreta ricerca di qualcuno che si faccia amare e che li ami a sua volta. talmente disperati che quando questo sembra pararglisi davanti l’occasione viene persa, appena sfiorata, guardata di nuovo con gli occhi lucidi dalla finestra.

i film di wong sono dei monumenti alla malinconia. lasciano dentro il torpore di qualcosa che poteva essere e non è stato. anzi che forse neanche poteva essere.

in questo in the mood for love manca purtroppo lo smarrimento in una metropoli caotica, impossibile anche a causa della regia lenta e stabilizzata, sostituito da interni ed esterni pacati e cadenti e da contrasti cromatici più che mai decisi (l’impatto visivo è forse più studiato e dei precedenti, esteticamente il risultato è efficace).

con questo nuovo ritmo gli eventi narrati sono più schietti. e con una tale schiettezza può anche sembrare che questa volta ci sia stato poco di nuovo da raccontare.

[★★☆☆☆]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...