Snowpiercer di Bong Joon-Ho

(articolo in via di revisione)

parla di un treno che dopo la glaciazione del mondo gira senza sosta e dentro c’è praticamente tutto ciò che resta dell’umanità. nelle carrozze in cima ci sono i ricchi e in quelle in fondo i poveri e comincia una ribellione atta a conquistare vagone per vagone fino ad arrivare alla locomotiva.

è lotta di classe distopica, fumettosa e apocalittica. un po’ come in v per vendetta (il film) con cui però ci sono differenze immense sia a livello registico che a livello concettuale.

quello che distingue visivamente questo film dagli altri del genere è innanzi tutto la fotografia, curata e carina. in secondo luogo la regia, ci sono dei passaggi davvero belli e alcune scene di battaglie riuscite alla perfezione. a livello puramente stilistico non è niente di innovativo, ma ogni parte fa il suo lavoro alla perfezione e già soltanto considerando questi elementi il film sta sopra la media di genere. (genere che, per capirsi, va ad includere roba come il sopracitato v per vendetta, gli hunger games -il primo non era malaccio-, la serie di divergent, insomma tutti quei film un po’ giovanili un po’ approssimativi in cui la lotta di classe viene vista in modo scemo semplificato e dozzinale)

la regia accettabile ce l’aveva anche il primo hunger games. il fatto è che questo film sul finale è sorprendentemente intelligente. intelligente in modo postmarxista, nella lettura di uno scontro sociale interno ai meccanismi di una struttura che non fa che creare determinate tensioni interne a sé stessa per consentirsi di continuare a vivere.

non si crea un banale ‘tifo’ adolescenziale per i protagonisti contro un potente cattivo e tirannico, semplicemente la faccenda si complica e la stessa esistenza di buoni e cattivi appare essere fondativa della sussistenza del macrorganismo sociale. alla fine è anzi il personaggio principale a sembrare stupido, a cedere ad una rivolta anarcoide ma infine anche profondamente anti-umana.

la distruzione finale fa cadere l’intero sistema in una critica pessimista e disperata. la conclusione è aperta, ma di un’apertura che si regge sulle macerie di un mondo sociale che non solo non ha mai potuto trascendere lo scontro tra classi, ma che era anche profondamente legato alla sua esistenza.

il film alterna momenti di drammaticità più incisivi ad altri ironici.

multietnico, eclettico, leggero ma acuto.

piace sia che te lo vada a vedere al cinema con gli amici per passare una serata qualunque sia che te lo guardi cercandoti una roba carina ben fatta e intelligente.

[★★☆☆☆]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...