Lei di Spike Jonze

(articolo in via di revisione)

è necessario fare una premessa poco significativa: c’è chi parla parecchio del doppiaggio della versione italiana di questo film additandolo come ridicolo, soprattutto si parla male della ramazzotti che doppia la johansson. io il film l’ho visto in lingua originale, perché l’ho trovato in questo modo la prima volta che l’ho cercato. poi l’hanno dato su sky e per curiosità mi sono pure visto qualche pezzo della versione italiana. i discorsi sul doppiaggio oltre che essere inutili sono anche sbagliati. se vi piacciono più le cose in lingua originale guardatevelo in originale altrimenti va bene anche la versione italiana e non fatevi troppo rompere i coglioni da chi si mette a discutere riguardo le versioni di distribuzione. fine della premessa.

è una storia d’amore indie, nel futuro. il fatto che sia nel futuro (neanche troppo lontano peraltro, cioè un futuro abbastanza coi piedi per terra) fa sì che gli interpreti di questa storia siano da una parte un essere umano e dall’altra un sistema operativo dotato di coscienza.

il film è malinconico e stralunato dall’inizio alla fine. le persone maneggiano cellulari e parlano ‘da sole’ per strada praticamente per tutto il tempo, ma non è un film che si sofferma su quanto la società stia andando a puttane con l’avvento delle macchine, o di quanto i rapporti umani ne risentano. per fortuna, anzi, la retorica antiprogressista non c’è per niente. tutti i film sul futuro che si concentrano sull’inaridirsi delle relazioni e roba così sono stancanti, datati, conservatori.

jonze tratta il futuro come tratta i personaggi che lo abitano: lo veste di camicette colorate e di abiti leggermente ’50/’60. è un futuro carino, solare, colorato, non esente dai mali del passato/presente. le persone soffrono per relazioni che finiscono, provano a farne cominciare di nuove, tutto va avanti senza mai soffermarsi su giudizi, bilanci troppo approfonditi, morali scomode.

la storia d’amore è semplicemente una storia d’amore, la musica degli arcade fire in sottofondo è semplicemente una musica degli arcade fire in sottofondo, i baffetti di phoenix sono semplicemente i suoi baffetti. i problemi legati al rapporto con la sua ex moglie e quelli alla nuova compagna di vita lo turbano senza farlo assurgere a modello universale, lo turbano e basta. senza un corpo non si può fare sesso, senza sesso il rapporto è differente, tramite degli intermediari il sesso è sinistro. e poi c’è il fatto che l’intesa si crea tra menti pensanti, non soltanto tra corpi, e quindi la relazione che prova a superare queste difficoltà.

e poi ovviamente se hai avuto una buona idea ma non sai come svilupparla ti trovi un po’ in imbarazzo. e questo succede a jonze nell’ultima parte di film. obbligato a ricorrere alla trascendenza pur di lasciare i suoi umani soli con il loro arricchimento, obbligato anche a perdere tempo, a volte.

il film una volta raggiunto il suo culmine emotivo ed averlo superato semplicemente non sa dove andare a parare. è un peccato, perché tutto era abbastanza carino da rimanerti nel cuore e invece viene mozzato da una deludente sensazione di smarrimento.

e questo è quanto. peraltro riassuntivo della carriera di jonze: stralunato, abbastanza simpatico, malinconico, dolce, prima o poi si trova in imbarazzo e manda tutto a puttane. era successo con il pasticcio della seconda parte di essere john malkovich, con alcuni giri a vuoto del paese delle creature selvagge, adesso succede di nuovo qua. peccato.

[★★☆☆☆]

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